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La governante
La governante
Londra 1875. Rimasto vedovo, Leonard Lennox, conte di Moncrieff, ha bisogno di una governante che si occupi di Penelope, sua figlia, o meglio della figlia della sua defunta moglie, visto che non è certo di essere il padre della bambina. A tale scopo assume Sidonie Tate, vedova a sua volta, una donna ancora giovane, avvenente, dal carattere forte e con un passato non proprio cristallino. Spedire figlia e governante in una tenuta di campagna lontano da Londra pare la soluzione a tutti i suoi problemi. Pare... «Che cosa faceva vostro marito?» «Quando era sobrio era un ottimo avvocato. Quando non lo era, era un pessimo marito.» Per la prima volta Mrs. Tate abbassò lo sguardo. «E in questo anno come avete fatto a tirare avanti?» «Mi hanno ospitata dei parenti, ma non voglio più vivere alle loro spalle, non sono ricchi.» «Capisco. Vi ritengo un po' giovane per questo impiego. Quanto tempo siete stata sposata?» «Troppo» rispose di getto la signora Tate, poi si corresse aggiungendo: «Cinque anni.» Quindi non era l'unico ad avere avuto un pessimo matrimonio, forse quello della signora Tate era stato addirittura peggiore del suo. La guardò a lungo. Non aveva l'aria di essere una donna affettuosa, sembrava soprattutto pratica e alquanto cinica. Forse Penelope avrebbe preferito qualcuno sensibile e sentimentale, ma non era opportuno che crescesse con fantasie assurde e si illudesse che le persone fossero buone e gentili. La signora Tate sembrava onesta e leale, avrebbe accudito Penelope con rigore e buon senso senza farle credere sciocchezze che l'avrebbero solo delusa. «Pensate di risposarvi?» le chiese alla fine. «Nemmeno se me lo chiedesse il Principe di Galles» rispose lei senza esitare. Per la prima volta dopo diversi anni, lord Leonard Moncreiff scoppiò in una sonora risata.
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Miss Foley e il Dottor Ballard
Miss Foley e il Dottor Ballard
Miss Olivia Foley ha bisogno di un lavoro e il dottor Vincent Ballard è alla ricerca di un’infermiera. Miss Foley non è un’infermiera, tuttavia il dottor Ballard è troppo disperato per far caso a un dettaglio del genere. Comincia così un proficuo sodalizio professionale che sfocia in breve tempo in un piccolo scandalo, costringendo Miss Foley e il dottor Ballard a convolare a nozze. Decisi a trattare il matrimonio come un’appendice del rapporto di lavoro, i due sposi si troveranno a dover affrontare una serie ininterrotta di imprevisti che li condurrà verso una trasformazione irreversibile del loro patto.
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Dita come farfalle
Dita come farfalle
Londra 1818. Per il Ton, un matrimonio di convenienza è quanto di più ordinario e auspicabile possa avvenire. Pertanto Caroline Webster, figlia del duca di Clarendon, trova abbastanza naturale che suo marito James Cavendish, duca di Rothsay, le parli a malapena e non trascorra mai del tempo con lei, se non per sporadiche visite notturne che hanno come unico scopo di provvedere al concepimento di un erede. Tuttavia Caroline ritiene che la freddezza di James sia eccessiva, quasi forzata. Il suo tentativo di modificare la situazione naufraga e, dopo che la giovane duchessa ha un aborto spontaneo, le cose precipitano, i segreti vengono a galla e Caroline scopre che suo marito potrebbe non essere l’uomo freddo e posato che, fino a quel momento, si è sforzato di apparire.
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Scacco matto, Vostra Grazia
Scacco matto, Vostra Grazia
Bath 1830. Percival Webster, duca di Clarendon, è convinto che le rigide norme che regolano la vita sociale del Ton siano eccellenti e giuste e che vadano applicate con rigore, senza eccezioni. In ottemperanza a questo stile di vita, ha deciso di contrarre un matrimonio di convenienza scegliendo, come futura duchessa, una lady adeguata sotto tutti i punti di vista: non troppo bella, non troppo intelligente, non troppo appariscente. A tal proposito, ha individuato in Lady Albertina Cadwell l’esemplare perfetto. La gentildonna è certamente la scelta migliore, eppure il duca rimanda più e più volte la proposta di matrimonio, fino ad accantonarla in via definitiva quando Miss Emma Thomas, figlia illegittima del cognato, il duca di Rothsay, diventa l’obiettivo delle mire di caccia di un pericoloso libertino. Purtroppo in una manciata di mesi Emma è cambiata e non è più la ragazzina che amava sfidarlo a scacchi, ma un’affascinante giovane donna. Questa nuova realtà costringerà il duca a fare i conti con i propri principi più radicati, un sentimento stordente e un’attrazione tanto potente quanto inaspettata. Le regole su cui ha improntato la propria esistenza rischiano, così, di saltare una a una, in favore di un’unica preziosissima eccezione.
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Sul velluto
Sul velluto
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Di mercoledì
Di mercoledì
Prendere una sbandata con i fiocchi per la preside del liceo della propria figlia e avviare una comoda, ma segreta, non-relazione a sfondo sessuale, potrebbe rivelarsi un tantino impegnativo, soprattutto se, a causa di un divorzio fuoco e fiamme, non si conosce affatto questa figlia dalla vita sociale pari a zero e si vive in una città di provincia. Ecco ciò che accade a Michele Bastiamante, editore di successo, e a Nera Valdraghi, preside di un liceo. La disinvoltura di Michele si scontrerà con il perbenismo di Nera in uno scambio tra il serio e il faceto che ridisegnerà la vita di entrambi. La sua accompagnatrice scostò la porta, lui entrò e la prima immagine che ebbe della preside del liceo scientifico “Niccolò Copernico” fu il suo fondoschiena. Il suo magnifico fondoschiena, per essere precisi. La donna era china a novanta gradi in una posizione piuttosto precaria che le consentiva, però, di armeggiare con i fili del computer che pendevano tra il muro e la scrivania. «Ma porco giuda, Cavalli» imprecò, «si può sapere chi ha incasinato così i fili?» Michele tossì. Gli sembrò la cosa più elegante da fare per segnalare che non era Cavalli. La donna si tirò su di scatto, rivelando, come seconda immagine, una chioma rossa, lunga e tutt'altro che adatta al ruolo di dirigente scolastico. Perfettamente in pendant con il fondoschiena, però. Infine, girandosi, esibì il viso, un ovale bello e freddo, con due occhi metallici e chiarissimi che mettevano in ombra tutto il resto. Anche il fondoschiena, il che era tutto dire. «Michele Bastiamante?» domandò. Non sembrava per nulla imbarazzata dall'essere stata sorpresa a imprecare come un carrettiere. «Sono io.»
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Notte numero zero
Notte numero zero
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Dita Come Farfalle (Drieditore)
Dita Come Farfalle (Drieditore)
"- Ho diverse residenze di cui potrete disporre in... seguito.- precisò lui.Caroline sollevò allora lo sguardo e si permise di osservare il volto del suo futuro marito.Colse immediatamente il senso di quella frase.Le stava in pratica dicendo che non erano obbligati a vivere insieme, che lui non se lo aspettava né lo desiderava e che lei avrebbe potuto scegliere un'altra residenza in seguito, cioè una volta rimasta incinta.." Londra. 1818.Per Lady Caroline Webster, figlia del duca di Clarendon, è naturale sposare per convenienza James Cavendish, duca di Rothsay. E non trova nulla di anormale nemmeno nell'essere del tutto ignorata da lui dopo le nozze. Del resto, unico scopo della loro unione è il mantenimento del casato e il concepimento di un erede, obiettivo che richiede sporadica e taciturna applicazione.Il tranquillo menage precipita quando, in seguito a un aborto spontaneo, Caroline scopre che suo marito non è l'uomo freddo e posato che si è sforzato di apparire. Dopo numerosi successi e continui apprezzamenti entusiastici da parte dei lettori, Rebecca Quasi si cimenta, aggiungiamo noi con successo, in un Regency vero e proprio.Pur rispettando i canoni stringenti di questo particolare genere, riesce a dare vita ai suoi personaggi, descrivendoli accuratamente dal punto di vista sia psicologico che emozionale, rendendoli autentici e veramente interessanti. Come del resto aveva già dimostrato di saper fare egregiamente nelle sue pubblicazioni più contemporanee.
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Notte numero zero
Notte numero zero
Dicembre 2015. Costanza e Mario, due sconosciuti, sono bloccati all'aeroporto di Londra-Stansted a causa di una bufera di neve. Lei gioca a scacchi da sola, lui la spia con curiosità perché Costanza, oltre ad avere le clavicole più spettacolari che Mario abbia mai visto, durante la partita confabula con l'alfiere nero. Dallo stalking passano a giocare insieme e, quando tutti i voli vengono annullati per il maltempo, i due decidono di dividere prima un taxi e poi una camera d'albergo. Prende vita così una notte indimenticabile, quella che per entrambi diventerà la “Notte numero zero”. Il giorno successivo, atterrati all'aeroporto Marconi di Bologna, Mario e Costanza si salutano certi che non si incontreranno mai più. Aprile 2018. Mario è sposato da nove mesi. Un pomeriggio, si imbatte per caso in un fondoschiena inconfondibile...
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